Traffico, incidenti e ostacoli lungo il percorso hanno sottratto quattro milioni di chilometri al servizio di superficie Atac nel preconsuntivo 2026. È il dato illustrato dal direttore generale Paolo Aielli alla commissione Mobilità del Campidoglio il 4 novembre, riportato da Fanpage e La Capitale. Per chi aspetta alla fermata, il problema si traduce in passaggi meno regolari e tempi di viaggio più lunghi.
La cifra misura la distanza di servizio persa, non quattro milioni di corse cancellate. Una corsa può coprire diversi chilometri: confondere le due unità farebbe apparire il bilancio diverso da quello presentato dall’azienda. Inoltre il 2026 è ancora in corso, quindi si tratta di un preconsuntivo.
Doppia fila, incidenti e personale
Aielli ha richiamato le auto parcheggiate male, le manifestazioni e gli imprevisti sulla rete stradale. Nell’audizione ha parlato di oltre tremila incidenti affrontati ogni anno. Anche un ostacolo circoscritto può rallentare il mezzo, occupare parte del tempo previsto per il servizio e ripercuotersi sulle corse successive.
Al problema della circolazione si aggiunge quello degli organici. Il tasso medio di assenteismo indicato è del 12,7 per cento; l’azienda segnala difficoltà a reclutare tutti gli autisti necessari, anche attraverso i bandi. Il saldo tra ingressi e uscite resta negativo, mentre il direttore generale ritiene che dovrebbe essere positivo per circa trecento persone.
Un andamento diverso dalle metropolitane
Le percorrenze degli autobus risultano diminuite di circa l’uno per cento. Il quadro illustrato per le metropolitane è invece migliore: stabile la linea A, in crescita B e C. Sulla C pesa anche l’ampliamento della rete con le nuove stazioni.
Aielli ha segnalato inoltre un ritardo nella consegna dei nuovi treni metropolitani, attribuito a caratteristiche tecniche e di fabbricazione. L’aumento dei chilometri sulle linee non elimina quindi il tema dei mezzi disponibili: il direttore generale ha riferito un lavoro con il dipartimento competente e il ministero per accelerarne la messa in servizio, senza indicare nel resoconto un nuovo calendario puntuale.
Il confronto rende evidente che il bilancio del trasporto romano non si può ridurre a un solo numero. I chilometri persi dai bus riguardano mezzi che condividono la strada con il traffico; l’aumento sulle metro descrive un altro segmento del servizio. Aielli ha comunque riferito che i rallentamenti del preconsuntivo 2026 sono leggermente inferiori a quelli dell’anno precedente.
Fonti: Fanpage.it · La Capitale
