La scogliera che protegge il porticciolo interno di Castel dell’Ovo è stata ricostruita. La barriera, progressivamente sprofondata e arretrata, era ormai quasi invisibile. Fanpage racconta il recupero sul fronte del Ramaglietto, la parte della fortezza più esposta all’azione del mare.
Il lavoro riguarda una protezione concreta del monumento: riposizionare i massi, ricostruire la mantellata esterna e riparare le parti danneggiate del basamento del molo. L’intervento sulle scogliere è finanziato dalla Città Metropolitana per circa 2,05 milioni di euro.
Il mare e il restauro della fortezza
Le mareggiate hanno danneggiato negli anni i fronti rocciosi e le strutture affacciate sull’acqua. Il cantiere si inserisce nel recupero del castello, chiuso al pubblico nel gennaio 2023 dopo cedimenti e distacchi di pietre.
La ricostruzione della barriera non equivale però alla conclusione di tutte le opere interne o a una riapertura. Sono passaggi diversi dello stesso percorso: il nuovo frangiflutti protegge il porticciolo, mentre l’accesso al monumento dipende dal completamento delle condizioni necessarie per le visite.
Cosa prevede il progetto del Comune
La documentazione di programmazione approvata dal Comune di Napoli il 29 gennaio 2026 colloca l’opera nel risanamento dei fronti rocciosi di fondazione e nella protezione delle facciate lato mare. Il progetto prevede di recuperare parte dei massi per dare nuovamente forma alla scogliera e realizzarne il rivestimento protettivo. Comprende anche la riparazione di una cavità nel paramento del castello, a nord-ovest della barriera.
Lo stesso documento distingue questi lavori dal completamento degli ambienti interni: adeguamento elettrico e antincendio, funzionalizzazione delle sale, percorsi, servizi igienici e miglioramento dell’accessibilità. È una distinzione utile per leggere l’avanzamento del recupero: la protezione del fronte marino e la fruibilità delle sale rispondono a esigenze diverse e procedono attraverso interventi separati.
Fonti: Fanpage.it · Comune di Napoli
