Un bambino di quasi cinque anni è tornato a casa dopo la rimozione di un tumore cerebrale attraverso il naso. L’intervento endoscopico mini-invasivo è stato eseguito all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che ne ha raccontato il percorso in un comunicato del 4 novembre.
Il percorso era cominciato a due anni e mezzo
Il piccolo era seguito dall’équipe di Neurochirurgia guidata da Lorenzo Genitori. I primi accertamenti erano partiti per problemi della funzionalità tiroidea e avevano portato alla diagnosi di craniofaringioma, un tumore benigno situato in una regione cerebrale importante per il controllo ormonale.
La parola benigno non rendeva semplice la scelta dell’intervento. Il Meyer spiega che, nei bambini molto piccoli, l’asportazione in quest’area può comportare problemi metabolici rilevanti. I medici avevano quindi scelto inizialmente un approccio conservativo: un catetere nella componente cistica per contenere la pressione, preservando quanto possibile la regione ipotalamo-ipofisaria.
Perché è stato necessario cambiare strategia
Dopo un anno i controlli avevano mostrato una crescita della componente solida e una nuova parte cistica. Era seguito un secondo intervento endoscopico trans-cerebrale per perforare la parete della cisti. La strategia aveva consentito di accompagnare la crescita del bambino e il suo sviluppo neurometabolico.
Nei successivi controlli la componente cistica era però aumentata ancora. Il gruppo multidisciplinare ha allora scelto la rimozione del craniofaringioma, valutando il cambiamento della situazione clinica e l’età del paziente.
L’accesso trans-nasale e il lavoro del gruppo
Mirko Scagnet, responsabile della Chirurgia endoscopica del basicranio, descrive un intervento eseguito attraverso il naso, senza incisioni esterne, cicatrici o gonfiore post-chirurgico. Alla procedura hanno collaborato i neurochirurghi Federico Mussa e Rina Agushi, gli otorinolaringoiatri Filippo Giovannetti e Luca Spirito e personale infermieristico dedicato.
Il risultato nasce quindi dall’incontro di competenze diverse, oltre che dall’utilizzo della tecnica endoscopica. Il comunicato collega la scelta a questo specifico percorso clinico: non presenta l’accesso trans-nasale come una soluzione automaticamente adatta a qualsiasi tumore cerebrale.
Il ritorno alla vita quotidiana
Secondo l’ospedale l’operazione è riuscita e il bambino è stato dimesso nei giorni successivi. Tornato dalla famiglia, ha ripreso le proprie abitudini e attività. È il risultato riferito dal centro nella comunicazione del 4 novembre; il testo non annuncia una garanzia universale di guarigione o l’assenza di futuri controlli.
Fonti
Meyer: comunicato ospitato da MET · Meyer: attività di neuro-oncologia. Verifica del 6 novembre 2026.
