La Moldova è pronta a introdurre visti per i cittadini russi e bielorussi se richiesto dall’allineamento alle regole dell’Unione europea. Il primo ministro Vasile Tofan ha collegato la possibilità al percorso di integrazione del Paese. Nelle dichiarazioni riportate il 6 novembre dalla stampa moldava non viene indicata una data di entrata in vigore.

Il tema riguarda anche la Cina, con differenze legate alle categorie di viaggiatori e agli accordi applicabili. Il punto politico è la disponibilità di Chișinău a modificare la propria politica dei visti per avvicinarla a quella europea, mentre prosegue il confronto sull’adesione.

Che cosa ha detto il primo ministro

Secondo la ricostruzione di Logos Press, Tofan ha affermato che, se le norme europee lo richiederanno, il governo dovrà prendere le decisioni necessarie per avanzare nel processo di integrazione. La dichiarazione arriva nel contesto della valutazione dei progressi dei Paesi candidati pubblicata dalla Commissione europea.

Il riferimento è quindi a una direzione politica e a un adeguamento possibile. Le informazioni diffuse non descrivono ancora una procedura operativa con scadenza, documenti da presentare e modalità di domanda. Questi elementi dovranno essere definiti attraverso gli atti e gli avvisi delle autorità competenti.

Perché la politica dei visti conta nel percorso Ue

Un Paese candidato è chiamato ad avvicinare le proprie regole a quelle dell’Unione in numerosi settori. La gestione degli ingressi e la politica dei visti fanno parte di questo allineamento, che coinvolge relazioni con Paesi terzi e controlli sulle frontiere.

Per la Moldova il tema ha anche un peso diplomatico, perché riguarda i rapporti con Russia e Belarus mentre il governo conferma l’orientamento europeo. La scelta di collegare l’eventuale nuovo regime ai requisiti Ue rende esplicita questa priorità politica.

Che cosa cambia adesso per chi deve viaggiare

Al 6 novembre le fonti consultate non riportano l’avvio del nuovo obbligo per i cittadini russi e bielorussi. Chi programma un viaggio deve quindi verificare il regime applicabile alla propria cittadinanza e al tipo di soggiorno sulle comunicazioni consolari aggiornate, soprattutto se la partenza è prevista nelle settimane successive.

L’annuncio apre un dossier sul quale potranno arrivare decisioni ulteriori. Il passaggio da seguire sarà la pubblicazione di un atto con i Paesi interessati, le eventuali eccezioni e la data di applicazione. Fino a quel momento la notizia riguarda la posizione espressa dal premier e il collegamento fra visti e integrazione europea.

Fonti

Logos Press: dichiarazioni del premierTofan del 6 novembre; Informat: nessuna data annunciata per il nuovo regime; Open 4 Business: stato degli ingressi e percorso di adesioneUe.