Una voragine davanti ai negozi, il passaggio pedonale sbarrato e un ingresso del palazzo diventato inutilizzabile. È quanto accaduto mercoledì 4 novembre 2026 in via Sigmund Freud, al Rione Alto di Napoli, dove una porzione di marciapiede è crollata nella zona dei porticati, all’altezza del civico 41. Le ricostruzioni pubblicate dopo il cedimento non segnalano feriti.
Il cedimento ha colpito un tratto frequentato da residenti e clienti delle attività commerciali. Napolike colloca la buca davanti a un negozio di ottica e riferisce che l’episodio è avvenuto durante l’orario di apertura degli esercizi.
La buca e le transenne lungo il marciapiede
Secondo la ricostruzione di Fanpage, la cavità misura circa tre metri di lunghezza, un metro e mezzo di larghezza e oltre un metro di profondità. I residenti hanno avvertito un boato seguito da un tonfo: al momento del crollo nessun passante si trovava sul punto che ha ceduto.
Sono intervenuti vigili del fuoco, protezione civile e polizia locale. La strada è stata chiusa provvisoriamente per le ispezioni nel sottosuolo e le transenne hanno isolato il lato del marciapiede per decine di metri. Fanpage riferisce anche della chiusura di negozi nel tratto interessato.

Ingresso principale interdetto, accesso dal retro per i condomini
Le limitazioni hanno coinvolto anche chi abita nell’edificio accanto al cedimento. Napolike segnala che l’accesso principale è stato interdetto, mentre i condomini hanno potuto utilizzare quello posteriore. Il passaggio pedonale intorno alla buca è stato vietato.
Per le attività commerciali, la delimitazione ha complicato l’arrivo di clienti e fornitori. Anche il Fatto Vesuviano descrive i disagi per chi vive e lavora nella strada e riporta le richieste dei residenti di controlli approfonditi sul dissesto.
Le verifiche sull’acqua e sulla stabilità del palazzo
Nelle ricostruzioni del 4 novembre la causa non era ancora accertata. Fanpage riferisce di controlli di Abc e Fibercop: tra le ipotesi c’è un’infiltrazione d’acqua. Gli accertamenti indicati dalla testata dovevano distinguere un eventuale problema dell’acquedotto o delle fognature da un guasto di origine privata.
La stessa testata riferisce che i primi controlli non avrebbero rilevato problemi statici al palazzo, indicando però ulteriori verifiche della protezione civile sulla sua stabilità.
Fonti
Ricostruzione basata sugli articoli di Fanpage, Napolike e Il Fatto Vesuviano.
