Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo sulla qualità dell’aria che recepisce la direttiva europea 2024/2881. Il via libera è arrivato il 5 novembre, su proposta dei ministri Tommaso Foti e Gilberto Pichetto Fratin.
L’obiettivo è ridurre l’esposizione agli inquinanti
La direttiva aggiorna gli standard europei per avvicinarli alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il Consiglio dell’UE ne ha approvato la versione finale nell’ottobre 2024; adesso il passaggio italiano riguarda il recepimento nel diritto nazionale.
Il comunicato di Palazzo Chigi precisa che il testo tiene conto dei pareri della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari. Il dossier della Camera descrive un quadro comune per obiettivi, misurazioni, monitoraggio e diffusione delle informazioni al pubblico.
Quali soglie cambiano dal 2030
Il riferimento europeo prevede valori annuali più stringenti: per il PM2,5 da 25 a 10 microgrammi per metro cubo; per PM10 e biossido di azoto da 40 a 20. Il dossier parlamentare riporta anche limiti giornalieri rivisti e una riduzione dei superamenti ammessi per il PM10.
Un valore medio annuale e una soglia giornaliera misurano periodi diversi. Una singola giornata con aria migliore non dimostra da sola il rispetto del limite annuo; allo stesso modo, il dato di una centralina va letto nel sistema di valutazione previsto per il territorio.
Il decreto non annuncia un unico blocco del traffico nazionale
La notizia riguarda il quadro normativo della qualità dell’aria. Le restrizioni locali alla circolazione seguono provvedimenti e competenze specifici: il comunicato del 5 novembre non stabilisce un divieto identico, immediato e generalizzato per tutti gli automobilisti italiani.
Per conoscere l’applicazione concreta bisognerà leggere il testo pubblicato, gli obblighi e i piani pertinenti. Le misure europee pongono al centro sia la riduzione dell’inquinamento sia la possibilità per i cittadini di conoscere in modo confrontabile la qualità dell’aria che respirano.
Fonti
Governo: approvazione definitiva · Camera: esame dello schema e valori limite · Consiglio UE: direttiva. Verifica del 6 novembre 2026.
