Apple ha aperto a tutti gli sviluppatori l’anteprima per integrare le proprie app con Siri AI. L’annuncio del 3 novembre riguarda le beta di iOS 27.3, iPadOS 27.3, macOS 27.3 e visionOS 27.3: consente di preparare azioni personalizzate che l’assistente possa eseguire su richiesta. Non equivale al debutto di queste integrazioni per chi scarica normalmente un’app.

Per il pubblico italiano c’è un altro limite decisivo: Apple indica che Siri AI è attualmente indisponibile nell’Unione europea su iOS, iPadOS e watchOS. L’italiano, inoltre, non figura nell’elenco delle lingue supportate riportato nell’annuncio.

Le app devono rendere disponibili le azioni

Il collegamento passa da App Intents, il sistema con cui uno sviluppatore descrive contenuti e operazioni della propria applicazione. La documentazione chiarisce che Siri può usare soltanto i contenuti e le azioni che l’app espone esplicitamente: l’apertura non significa accesso automatico a ogni funzione di ogni servizio.

Apple propone esempi come cambiare il punto di prelievo di una corsa o recuperare un prodotto salvato tra i preferiti e condividerlo tramite un’app di messaggistica. Per le richieste più articolate gli sviluppatori possono aggiungere indicazioni che aiutino Siri a combinare le operazioni.

Conta anche il contesto. Se l’app è in primo piano, se ha un’attività in tempo reale attiva o se è già stata nominata nella conversazione, la richiesta può non ripeterne il nome. Quando invece l’app è in background, la documentazione richiede di menzionarla.

Il passaggio dalla chat all’esecuzione di incarichi è al centro anche dell’evento Anthropic del 10 novembre sul lavoro con Claude. Nel caso di Siri, l’anteprima riguarda le operazioni che gli sviluppatori scelgono di esporre nelle proprie app.

Chi può provare le nuove integrazioni

Servono dispositivi compatibili con Apple Intelligence e regioni in cui Siri AI sia disponibile. Le prove possono avvenire con una versione di sviluppo oppure con tester interni su TestFlight. I tester esterni e gli utenti dell’App Store sono esclusi da questa anteprima; le API e il comportamento dell’assistente possono ancora cambiare.

Apple colloca l’arrivo iniziale ai clienti nei prossimi mesi e l’apertura degli invii all’App Store in primavera, senza fissare nell’annuncio un giorno di lancio. Le lingue indicate sono inglese, francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. La distinzione pratica è quindi fra ciò che uno sviluppatore può iniziare a costruire e ciò che un utente può già utilizzare sul proprio dispositivo.

Fonti

Apple: annuncio Siri AI · Apple: documentazione dell’anteprima